Che impatto ha il cibo sul cambiamento climatico?

Aggiornamento: 8 ago

Caldo, siccità, inondazioni, incendi, sembra che questa estate non si parla d’altro, il cambiamento climatico è un problema che non possiamo più ignorare. Ma che impatto ha il cibo che mangiamo sul cambiamento climatico?


L’obiettivo primario della nostra azienda è il benessere delle persone e del pianeta.


Quest’ultimo infatti in un momento così particolare e delicato, il mondo subisce gli effetti imprevedibili del cambiamento climatico e per la prima volta l’umanità si scopre più fragile, e tragedie come quelle sulla Marmolada ci fanno riflettere.


Ci fanno capire che non possiamo più continuare a chiudere gli occhi e fare finta di niente, ci fanno capire che è arrivato il momento di agire in modo consapevole e iniziare a mettere in atto delle soluzioni.


Il sistema alimentare attuale in effetti è uno dei primi responsabili di questo cambiamento climatico, alcune delle motivazioni più importanti sono:

  1. Deforestazione della foresta Amazzonica: Il Brasile è il più grande esportatore mondiale di carne bovina. l'impatto della produzione di soia e della produzione di carne nelle foreste ( Per la maggior parte in modo illegale) è devastante. La produzione mondiale di soia è aumentata del 1200% dal 1961 e il Brasile da solo ha prodotto intorno ai 118 milioni di tonnellate e le aree utilizzate per la coltivazione della soia sono quadruplicate, spesso insieme alla forte deforestazione, l'anno scorso il mondo ha prodotto 372 milioni di tonnellate di soia. ma come si usa tutta quella soia? 77% mangime animale 19,2 % consumo umano, 3,8% industria

  2. Spreco alimentare: secondo le stime in Europa vengono sprecate circa 88 milioni di tonnellate di cibo, il 53% del quale è costituito da spreco domestico.

  3. Consumare meno cibo: nonostante in una porzione importante del pianeta la denutrizione sia ancora una realtà, la tendenza al sovraconsumo alimentare è molto diffusa nel mondo. Infatti, l'alimentazione eccessiva incentiva un tipo di agricoltura e allevamento intensivo e poco rispettoso dei ritmi della Natura nonché dall’impatto ambientale spesso evidente.

  4. Pesca e allevamenti intensivi: pesca e allevamenti intensivi sono un vero disastro per il Pianeta. Non solo aumentano vertiginosamente le emissioni di gas serra, ma prevedono un consumo di acqua spaventoso e producono centinaia di tonnellate di rifiuti che il Pianeta non è più in grado di sostenere. Preferire i piccoli allevatori, i pescatori locali e aumentare il consumo di vegetali limitando l’uso di carne e pesce è senza dubbio una tra le scelte più consapevoli che si possano fare in merito all’alimentazione sostenibile.

  5. L’impiego di OGM (organismi geneticamente modificati) e l’utilizzo di pesticidi, fertilizzanti artificiali, antibiotici ed altri fitofarmaci che compromettono le falde acquifere e l’efficienza del terreno, aumentando lo sfruttamento del suolo.


Per questo la sostenibilità alimentare è un tema che rimane a maggior ragione il filo conduttore di tutte le nostre scelte e della nostra filosofia. Siamo convinti che si può stare bene con molto meno, in piena salute e perfetta armonia con noi stessi e con il pianeta.


Ma vogliamo fare ancora di più e dopo diverse ricerche e considerazioni, abbiamo deciso di rivoluzionare ulteriormente il nostro menu e portarlo ad un livello ancora più alto dal punto di vista della sostenibilità. Da oggi diventiamo più consapevoli ed esigenti – scegliendo come sempre prodotti esclusivamente bio, ma dando la priorità ad aziende agricole che condividono i nostri valori e tengono a cuore la salute del pianeta, preferendo, dove possibile, anche l’autoproduzione grazie al nostro piccolo ma generoso orto.


Ci assicuriamo in questo modo la massima freschezza degli ingredienti e di conseguenza maggiore qualità dal punto di vista nutritivo di tutto ciò che vi proponiamo. Per non dimenticare inoltre che il mancato utilizzo di pesticidi ed insetticidi ci permette di consumare frutta e verdura con la buccia, conservando al meglio tutte le vitamine maggiormente presenti proprio nella buccia e riducendo al massimo gli sprechi alimentari.


Consumare un piatto bilanciato significa inoltre rimanere sazi a fine pasto, vuol dire soddisfare il fabbisogno alimentare, evitando così il sovraconsumo, che insieme alla crescita economica costituiscono i fattori chiave della crisi ambientale.


Insomma sull’argomento ne sappiamo una più del diavolo, potremmo parlarne all’infinito. Ciò che vogliamo però trasmettervi e suscitare in voi è la voglia di rivoluzionare, di migliorare, di stravolgere, di cambiare, di mettervi consapevolmente a completa disposizione del nostro pianeta e insieme a noi essere quel cambiamento di cui c’è un esagerato bisogno: attivate la modalità “HERO” e unitevi alla nostra missione!





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